La storia del Cus Bologna, datata 1946, è piena di atleti così bravi da meritare la maglia azzurra. Campioni giovani e meno giovani capaci di rendere onore non solo all’Università di Bologna, ma a tutta l’Italia.

L’ultimo gioiello, in ordine di tempo, ha da poco compiuto 18 anni. Laura Rami, nata a Bologna il 16 ottobre 2002, è una delle ultime campionesse -in ordine di tempo – costruite e perfezionate dalla sezione atletica leggera.

“Frequento l’ultimo anno del liceo scientifico Majorana di San Lazzaro – racconta Laura -. Indubbiamente il Covid-19 e la pandemia hanno cambiato il mio modo di approcciarmi allo studio. Preferisco quello precedente. Con la didattica in presenza”.

Dopo la maturità ci sarà il percorso accademico.

“Devo ancora valutare bene – ammette -. In questo momento direi fisioterapia. Ma dovrò affrontare qualche talk per approfondire meglio la scelta”.

Specialista dei 400 metri. “Ho cominciato a fare atletica in quinta elementare. E’ stata una scelta legata alle amicizie. Avevo alcune compagne che facevano atletica. Ho provato, non ho più smesso”.

E ha scelto forse la gara più difficile. I 400 non sono velocità pura come possono essere i 100 e i 200. Ma nemmeno il mezzofondo: serve grande maturità.

“Intanto mi tengo stretta il tempo di 54’’31. In questa stagione potrebbero esserci i mondiali e gli Europei di categoria. Ci conto”.

Ci sono anche i Giochi di Tokyo, ma per Laura, l’appuntamento olimpico, è troppo vicino.

“Il sogno, un giorno, è quello. Poi vedremo. Magari pensando a Parigi 2024”.

Maglia biancorossa sulle spalle. E un altro sogno. Senza dimenticare l’Alma Mater: far parte di una formazione militare per poter contare almeno sullo stipendio. “Ho mandato in giro il mio curriculum. A Bologna ci sono i carabinieri. Vediamo. Intanto sono felice perché mi hanno già prospettato l’idea, una volta iscritta all’Università di Bologna, di far parte del progetto Dual Career. Dell’idea di avere un percorso con un tutor. E qualche agevolazione per conciliare meglio l’attività accademica con quella sportiva. L’idea e il progetto mi affascinano. E se sarà così non potrò che essere grata tanto all’Università di Bologna quanto al Cus, la mia società”.

Laura e la pandemia. “All’inizio non l’ho presa bene. Tutte quelle limitazioni, ancorché necessarie, legate al Covid-19. L’impossibilità di uscire, di allenarmi. Di correre serena”.

Adesso ha ripreso. Ha reagito bene. Si allena cinque volte la settimana, per due ore e mezzo al campo Baumann. “Ecco – ammette – a Bologna i problemi sono legati agli impianti. Ci vorrebbe un po’ più di attenzione nei confronti del mondo dell’atletica. Che magari non ha un grande seguito, ma nasconde tanta passione”.

Ha ragione Laura, ed anche per questo il CUS Bologna sta approfittando di questo momento di sospensione delle attività sportive per lavori importanti sui propri impianti, e tra questi proprio la realizzazione di una pista di atletica di ultima generazione al Terrapieno, per offrire le migliori condizioni di crescita e allenamento ai propri atleti.

Corre verso i mondiali di categoria di Nairobi e gli Europei. Tutto in un mese, tra giugno e luglio, come racconta il suo allenatore, Mirco Tonioli.

“Laura sta andando bene – commenta uno dei tecnici cresciuti nel Cus Bologna -. Lavora bene. Abbiamo incontrato qualche problema di natura muscolare che l’ha rallentato, ma non fermata. Stiamo provvedendo. Il talento c’è. E ci stiamo applicando”.

Laura non ha mai indossato la maglia azzurra, quest’anno potrebbe farlo due volte. “Potenzialmente aveva i minimi anche lo scorso anno – insiste Mirco detto Toto -. Laura sicuramente è l’atleta più forte che io abbia mai allenato. Vedendola da fuori, prima di lavorare con lei, pensavo che avrebbe optato per il mezzofondo. Poi è esplosa nei 400. Attualmente è diciottesima a livello europeo, trentacinquesima nel mondo. Non dico che valga già le finali. Ma sia agli Europei sia ai Mondiali potrà passare più di una batteria. Stiamo lavorando per questo”.

(Foto fornita dalla società)