Frisbee, microfoni a Irene Scazzieri

Dalla danza all’ultimate frisbee. La parabola sportiva di Irene Scazzieri, punto di forza del Cus Bologna, è così deciso che la giovane, in futuro, vorrebbe ritagliarsi uno spazio negli Stati Uniti, per provare un’esperienza da professionista con i dischi volanti.  Ma partiamo con ordine, ricordando come Irene Scazzieri sia nata a Bologna il 31 maggio 1997. Iscritta al secondo anno di Fisioterapia, Irene resta colpita dal fascino del frisbee ai tempi delle scuole medie.

“Ero in seconda – racconta – frequentavo le Carracci. In classe venne Davide Morri, per le classiche tre lezioni con il frisbee. Non ho più smesso”.

In realtà, per un certo periodo, il frisbee non è l’unico sport praticato da Irene. “Facevo anche danza classica. Ho proseguito in entrambi i settori fino alle superiori, poi gli impegni…”.

E l’amore per il frisbee, nonostante alla causa abbia pure regalato un legamento crociato. “Ma sono sulla via del recupero – dice sorridendo -. Intanto ho ricominciato a correre, poi, a marzo, si riprenderà a fare sul serio. Anche perché quest’anno ci sono i Mondiali nell’Ohio, e vorrei tanto andarci”.

Adesso Irene gioca e allena. Allena un gruppo di 22-23 ragazze perché il mondo del frisbee italiano può e deve diventare più grande. Allena le sue ragazze al centro sportivo Lucchini, tre volte alla settimana, per formare i talenti del futuro. Perché un giovane debba avvicinarsi all’ultimate frisbee è presto detto. L’entusiasmo di Irene non è solo genuino, ma è pure contagioso.

“E’ un ambiente speciale, piacevole, frequentato da persone simpatiche. Poi c’è una competizione sana. Intendiamoci, la voglia di vincere e di emergere c’è. Però il tutto viene fatto nel migliore dei modi possibili. Rispettando, prima di tutto, il tuo avversario. Poi mi offre la possibilità di girare il mondo. Di avere tanti amici, negli Stati Uniti, in Germania e in Inghilterra. E quindi anche di imparare meglio le lingue straniere”.

Frequenta fisioterapia, ma per il suo recupero, dopo la rottura del legamento crociato, ci pensano altri. “Per il momento non tocca ancora a me”, sorride.

E in futuro?

“Mi piacerebbe lavorare e giocare negli Stati Uniti, per un periodo di cinque o sei anni. Poi tornare in Italia, a casa, e trasmettere qua a Bologna quelle esperienze che puoi maturare solo negli States, dove il frisbee ha una valutazione altissima”. Giocare a frisbee da professionista, lavorare come fisioterapista negli States: Irene ha anche individuato un’area particolare. “Mi piacerebbe la zona di Seattle. E’ vero che si tratta di una zona dove piove spesso. Ma è una delle maggiori aree, insieme con San Francisco e la California, dove hanno un sistema di reclutamento incredibile. Dove sono stati in grado di creare una vera e propria scuola per questo sport. Ecco, mi piacerebbe fare un’esperienza là. Per poi tornare a casa e insegnare ad altri quello che ho appreso”.

Intanto insegna alle giovani leve del Cus Bologna, recupera dall’infortunio, sostiene esami e sogna. Il futuro del Cus Bologna, con Irene Scazzieri, è davvero in buone mani.


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