Venticinque milioni solo per presentare la domanda.
Centoventi milioni su quattrocento l’esborso pubblico per portare ventimila atleti in città.
Basterebbe la prima cifra per rivalorizzare tutta l’impiantistica bolognese e la seconda per dotare la Regione Emilia Romagna di oltre venticinque impianti per la promozione della salute, come quello da noi presentato recentemente anche al Ministro Piero Gnudi.
Diciamo NO alle Universiadi, perché gli impianti che verrebbero costruiti, dovendo ospitare una grande moltitudine di persone, sarebbero decisamente sovradimensionati alle esigenze sportive della nostra città, con il risultato di costi di costruzione, gestione e manutenzione non sostenibili e il rischio di penalizzare l’associazionismo sportivo. (Ci ricordiamo lo Stadio dall’Ara in occasione dei Mondiali di Italia 1990?).
Marco Guidi (giornalista) scriveva sul Carlino un anno fa in proposito: “Un’occasione di rilancio, un volano per alberghi, ristoranti, bar, negozi, eccetera, affermano. Calma. Ma le hanno mai viste questi signori le Universiadi? A parte le squadre, le delegazioni, lo sanno quanti spettatori ci vanno?”
Anche il Presidente del Consiglio (in merito alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020) ha definito incoerente impegnare il Paese in operazioni che mettessero rischio i denari dei contribuenti,
ecco perché noi diciamo NO, perché crediamo che i soldi pubblici vadano spesi con coerenza e per i cittadini. Diciamo NO facendo delle proposte concrete, se davvero ci fosse questa disponibilità economica l’Unione Italiana che promuove il movimento per tutti, tutti i giorni per tutta la vita, vorrebbe dire la sua in merito.
Fabio Casadio
Presidente Comitato Provinciale di Bologna UISP
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