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NOTIZIA INTEGRALE:
5-2-2010 ore 16:40     categoria: CALCIO Bologna fc 1909     fonte: (comunicato stampa)

MICROFONI A COLOMBO

Roberto, quella di domenica contro il Milan, dove sei cresciuto ai tempi delle giovanili, è la partita più importante della tua carriera?
"Fino adesso, sì: per la prima volta affronto direttamente sul campo il Milan, è un partita speciale per me. Ricordo che quando ero in Primavera i portieri rossoneri erano Rossi e Antonioli (poi Ielpo), mentre in prima squadra sono stato il terzo di Rossi e Abbiati. In quel Milan vincente in Italia e in Europa giocavano Van Basten, Rijkaard, Gullit, Donadoni, Ancelotti, in panchina c'era Capello: aver imparato la professione in quell'ambiente è stato molto importante per me, mi ha impresso una grande cultura del lavoro. Ho incrociato anche Leonardo, una persona secondo me straordinaria: l'ho sempre considerato un punto di riferimento nel gruppo, conosce molte lingue, ha la capacità di relazionarsi allo stesso modo, con la stessa positività e disponibilità, con uno perfetto sconosciuto come con il Presidente del Milan, non mi stupisce che stia ottenendo risultati importanti".


Come valuti le tue recenti prestazioni in sostituzione di Viviano?
"Bene, per i risultati ottenuti e la continuità che abbiamo dato. Subentrare non è mai facile, dopo tanti mesi in cui si resta fuori: ringrazio la squadra che mi ha permesso di essere impegnato poco in queste partite in cui non abbiamo concesso molte occasioni agli avversari".


Domenica col Milan probabilmente avrai più da fare.
"Sulla carta, sì. Ma tutte le partite sono difficili: col Bari, che da del gioco offensivo la sua migliore qualità, in pochi avrebbero pensato che la partita sarebbe andata in quel modo, invece siamo riusciti a contenerli. Col Milan si ripropongono gli stessi tempi: solo dopo la partita sapremo come saranno andate le cose".


Proprio dopo la vittoria sul Bari hai messo in guardia i compagni dal pericolo di un calo di tensione.
"Questo dipende da noi: i fatti dicono che in questi anni una volta raggiunta una situazione di maggior tranquillità abbiamo avuto un calo, è una caratteristica che purtroppo ci ha sempre accompagnato. Dobbiamo invece partire dal presupposto di non aver fatto nulla e di non perdere la nostra identità, poi dei passi falsi ci possono essere ma è importante restare quelli che in queste settimane hanno dimostrato di potersela giocare con chiunque".


Anche l'anno scorso, con Mihajlovic, arrivaste all'appuntamento col Milan in una situazione simile a quella di oggi.
"Ma allora non riuscimmo a trasformare l'energia positiva che il tecnico aveva portato in una serie di vittorie che ci facessero fare davvero un salto di qualità. Adesso abbiamo ottenuto qualche successo importante, abbiamo questo spunto in più. Sappiamo che il margine sulla terzultima è piccolo, anche se ci sono diverse squadre alle nostre spalle: questo non ci deve preoccupare, ma anzi stimolare a mettere in campo ancora più forza".


Il Milan viene da alcuni risultati non positivi.
"Avrà quindi voglia di rivalsa, ma dobbiamo pensare a noi stessi, a non mancare sotto l'aspetto del carattere, della determinazione, dell'umiltà, della convinzione, perché le differenze tecniche ci sono: è inutile nasconderlo. Dovremo essere bravi a non farli respirare, a tenere i ritmi alti".


Da portiere, temi di più la fantasia di Ronaldinho o la concretezza di Borriello?
"Il giocatore che in tutti questi anni ha dimostrato di essere il vero punto di riferimento del Milan è Pirlo. Poi con Ronaldinho sai che può sempre nascere qualcosa di pericoloso, mentre Borriello è uno che può far gol in tanti modi, ma nel Milan è normale che ci siano giocatori con queste caratteristiche; tra i due, Ronaldinho è quello che può fare gol e mettere i compagni in condizione di segnare".


Che rapporto hai con Viviano e come vivi il fatto che il posto tra i pali tornerà a lui, quando sarà pronto?
"Io vivo serenamente questo momento: me lo godo, è una bella gratificazione per uno come me che ha giocato per molti anni nelle categorie inferiori. Da quando sono a Bologna, mi sento parte integrante del gruppo e con questa maglia ho raccolto grandi stimoli e soddisfazioni. Viviano per noi è importante, ha dimostrato di essere una colonna della squadra portando punti alla causa, è un portiere di grande talento: riconosco il mio ruolo e rispetto chi ha giocato molto bene in questi mesi, quando rientrerà farò il tifo per lui. L'importante è che il Bologna continui a ottenere buoni risultati".

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