Francesco Ricci, alla guida della Fortitudo Under 17 impegnata da domani a Barletta nelle Finali Nazionali, è semplice e dichiarata: tanto lavoro, da svolgere con tanta serietà ed umiltà, e proprio grazie all’impegno costante, al sudore e al rigore i suoi ragazzi hanno raggiunto un obiettivo così importante: "Credo che sia estremamente significativo essere arrivati alle Finali Nazionali, partendo dal presupposto che la squadra è stata completamente rivoluzionata rispetto al'anno scorso, perché dopo l’estate abbiamo deciso di concentrarci nel reclutamento di ragazzi delle classi 1992 e 1993, senza pretesa di raggiungere immediatamente dei risultati sul campo. Il nostro unico obiettivo iniziale era quello di creare un gruppo, curando nel contempo la crescita ed il miglioramento di tutti i ragazzi, in particolare di alcuni su cui la Società ha deciso di investire a lungo termine. Abbiamo lavorato sodo, e la chiave di tutto è stato continuare a farlo con la stessa umiltà anche quando sono cominciati ad arrivare i primi risultati”. E’ stata una stagione di crescita progressiva... “Ed infatti abbiamo cominciato la nostra stagione con uno scivolone, contro una formazione composta da molti ex ragazzi biancoblù. E’ stata una sconfitta che forse ha destato clamore all’esterno, ma sapevamo di essere soltanto all’inizio di un cammino, e proprio da quel primo episodio il gruppo ha cominciato subito a compattarsi ed unirsi sia in campo che fuori. Una dimostrazione spontanea? Pochissime volte durante la stagione mi sono trovato ad incitare un mio giocatore a passare la palla a un compagno: lo hanno sempre fatto naturalmente, cercandosi in continuazione e facendo proprio del gioco di squadra il punto di forza della squadra”. Dalle giovanili più che mai viene l’esempio di quanto conti il gruppo per ottenere risultati. “Insieme a questi ragazzi si passa il tempo volentieri in palestra, per me è davvero un piacere allenarli, e questo perché stanno bene tra loro, e questo li ha portati ad abituarsi a lavorare duramente, aiutandosi sempre a vicenda e mantenendo sempre grande serenità. Sono convinto che la chiave dei nostri risultati sia proprio questa: abbiamo sfruttato le tre sconfitte ottenute nel girone d’andata per conoscerci a fondo e fare gruppo, così è nato un ritorno senza sconfitte finendo imbattuti con due trionfi importanti come quello contro Reggio Emilia e nel derby con la Virtus, dopodiché ci siamo ripetuti vincendo tre partite su tre all’Interzona”. Nel mezzo, la vittoria al torneo di San Lazzaro. Ha rappresentato il crocevia? “Ancor prima buoni segnali erano arrivati dalle prestazioni al torneo di Santa Margherita Ligure, battendo la Scavolini e cedendo di poco alla Benetton. Il trionfo di San Lazzaro ci ha poi dato grande fiducia sia a livello individuale che di gruppo. E con il passare del tempo la squadra è cresciuta sempre più, acquisendo fiducia e diventando più dura”. C’è un aspetto curato in particolar modo in palestra? “Sicuramente la difesa, mi piacciono le squadre aggressive che difendono forte e prediligo un sistema d'attacco che si basi più sulle letture che su un gioco codificato”. Cosa vi aspettate dalle Finali di Barletta? “Penso che il livello della competizione sarà molto elevato, ma proprio per questo dobbiamo vivere queste Finali come una grandissima opportunità per continuare il nostro cammino e diventare ancora più duri e ruvidi, misurandoci con squadre fisicamente molto forti e di grande mentalità. Mi aspetto di continuare questo percorso di crescita individuale e di gruppo e per questo Barletta rappresenta una tappa da affrontare al meglio, faccio quindi un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi”.
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