Buona la prima per la Virtus che trionfa al Porelli

SEGAFREDO BOLOGNA – BONDI FERRARA 92-53(24-8; 49-16; 75-31)

 

SEGAFREDO BOLOGNA

#0 GENTILE A. – 14

#2 JURKATAMM – 7

#3 UMEH – 15

#6 PAJOLA – NE

#11 PETROVIC – 7

#13 NDOJA – 9

#14 ROSSELLI – 5

#20 LAFAYETTE – 4

#22 GENTILE S. – 8

#25 LAWSON – 14

#44 SLAUGHTER – 10

All. RAMAGLI

 

BONDI FERRARA

#00 DRIGO – 0

#1 PETRONIO – 0

#2 MANCINI – 0

#3 RUSH – 14

#4 SORRENTINO – 0

#7 HALL – 8

#8 FANTONI – 9

#12 MOLINARO – 7

#13 CORTESE – 10

#16 VENUTO – 1

#19 KEKOVIC – 0

#20 BRILLI – 0

#21 PANNI – 0

#24 MORENO – 4

All. MARTELOSSI 

Il primo scrimmage della Virtus 2017/18 si gioca in una rovente giornata di fine agosto, dopo 12 giorni di lavoro. L’occasione coincide il quinto Memorial Porelli, trofeo che i bianconeri portano a casa senza sforzo contro una Bondi Ferrara, anch’essa ai primi vagiti di una stagione lunghissima.

MVP del match é stato eletto Alessandro Gentile, giustamente per quanto mostrato in campo, e più che per il tabellino per l’intensitá e la voglia mostrata al Palasport di Loiano, sia in attacco che in difesa.

È stata una gara classica da primordio di stagione, coach Ramagli alla fine si è dichiarato soddisfatto di quanto visto, in linea con le sue aspettative. La squadra é incompleta (Aradori in Nazionale, uno straniero potenzialmente da tesserare) ma le note positive si sono sentite tutte e il morale è alto, la fiducia di poter fare un’ottima stagione c’é, ora bisogna solo lavorare tantissimo.

Guido Rosselli ha ritirato il trofeo ed, assieme a Ndoja, Stefano Gentile e agli americani, é il cuore di questa nuova Virtus che si porta dietro la carica emotiva di un gruppo straordinario della scorsa stagione e che dovrá essere replicato in questa nuova cavalcata. 

LA CRONACA

Lafayette, Umeh, Gentile A., Ndoja e Slaughter: questi sono i 5 schierati per la prima palla a due. 

Il primo canestro della stagione é di Alessandro Gentile, in percussione a testa bassa. Il secondo é una replica in post basso, sempre di potenza soverchiando gli avversari. 

Lafayette si intende giá bene col numero 0, connessione stabilita dai giorni assieme a Milano, attacca il ferro con decisione e cerca sotto le plance Marcus Slaughter, come richiesto dallo staff tecnico.

Umeh trova la prima tripla stagionale, Lawson si iscrive al match con il suo classico tiro in sospensione, mentre Ndoja muove il suo personale tabellino con una tripla dall’angolo a conclusione di gioco rotto. 

Piegare le gambe in difesa con questo caldo e con pochissimi giorni di preparazione non é facile, ma coach Ramagli non consente già ora nessuna distrazione, non lasciando niente al caso, ricorda ai suoi che c’é ancora un fallo da spendere a pochi secondi dalla fine del primo quarto e applaude gli sforzi difensivi di Stefano Gentile e Petrovic.

Il primo quarto si chiude 24-8 per i bianconeri, si ricomincia dopo che i giocatori vengono catechizzati dallo staff a dare tutto quello che hanno, senza prendersi un’azione di pausa.

Alessandro Gentile si tuffa per recuperare un pallone incendiando la folla e prendensosi un complimento da coach Ramagli a cui brillano gli occhi nel vedere la sua stella così motivata. 

Il due volte campione d’Italia serve anche un assist al bacio per Rosselli e gioca ogni possesso come un uomo in missione, un cambio difensivo mancato lo fa disperare ma viene rincuorato dai compagni. 

La difesa deve far ingranare i meccanismi e ai giocatori viene chiesto, da bordo campo, di parlarsi, i timeout servono a rifiatare, dissetarsi e provare gli schemi, Rosselli viene chiamato a fare il play (come nella scorsa stagione, al posto di Lafayette con 3 falli) col quintetto titolare, gli esterni poliedrici e intercambiabili nei ruoli di 2-3 (per quanto la classificazione stia diventando obsoleta), viene richiesta la massima attenzione a rimbalzo e tutti i dettagli vengono curati.

Gentile è chiaramente di un livello superiore agli avversari, sia per tecnica che per fisico e comanda le operazioni, nel momento in cui è in campo con Stefano l’intesa è ovvia ed immediata.

Il punteggio non conta ma la Segafredo prende il largo prima della pausa e lascia un’ottima impressione, almeno per la grinta e la voglia di onorare la canotta con la VuNera sopra in ogni occasione, a prescindere. 

I 5 che rientrano sul parquet dopo l’intervallo sono i fratelli casertani, Rosselli e i due americani della promozione, il numero 0 ricomincia da dove aveva finito con un bel jumper, un contropiede dopo palla recuperata non va a buon fine. Rosselli e Gentile si cercano ripetutamente, mentre Stefano si costruisce e segna una bomba in solitaria.

Il fiato comincia a scarseggiare e qualche fallo é, ovviamente, dovuto a questo, ma si vedono sprazzi di intesa e buone cose, Umeh e Lawson confezionano un gioco a due che porta alla tripla del Californiano, che viene dimenticato all’azione successiva e bissa, bruciando la retina. 

I ritmi scendono perché non c’é più carburante nel serbatoio di entrambe le compagini, Guido Rosselli ha la brillantezza e la classe di smarcare Kenny Lawson sotto il ferro, per due liberi a segno, prima di andarci a sedersi definitivamente.

Tutti sorrisi e battute in panchina, cominciano a entrare i giovani, Oliver Lafayette si prende la tripla e la mette a segno con sicurezza notevole, e poi serve l’assist che Slaughter schiaccia al volo per l’highlight di giornata, mentre Ndoja manca di un nulla il tiro da metà campo che conclude la terza frazione. 

Coach Ramagli sfrutta ogni secondo per insegnare qualcosa ai suoi, chiede attenzione sui 40’ sempre (appunto per non aver gestito al meglio l’ultimo possesso del terzo quarto), si sincera delle condizioni fisiche del suo centrone col numero 44 e sottolinea un aspetto difensivo a Lafayette.

Slaughter fa vedere di esserci fisicamente andando altissimo, in recupero, a stoppare al vetro un contropiede di Molinaro.

Stefano Gentile esce e mima il gesto della maschera ad ossigeno, Klaudio Ndoja va a sedersi col la lingua a penzoloni, giocare il 27 di agosto con oltre 30 gradi non é facile per nessuno.

Petrovic si prende gli applausi convinti da parte di tutta la panchina per un paio di ottime giocate, il match si trascina stancamente verso la conclusione, Jurkatamm segna una tripla con personalità e poi é tempo solo di abbracci, autografi e selfie con i tifosi che invadono il campo, dopo le premiazioni.

 


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